Chi ha detto che un rifiuto sia solo qualcosa da buttare via? A volte basta cambiare prospettiva per scoprire che uno scarto può diventare materia prima per nuove forme di bellezza. Come? Immaginate una bottiglia di plastica abbandonata, quasi invisibile, trasparente, destinata ad essere un rifiuto. Ora, provate a pensare che, tra le mani di uno studente del corso serale dell’ITES “A. Fraccacreta”, quella stessa bottiglia si trasformi in un gioiello, in un oggetto unico in grado di catturare la luce, di animarsi a tal punto e danzare nello spazio di un semplice laboratorio scolastico. La plastica si trasforma, viene tagliata, modellata, lavorata con pazienza e immaginazione. Il risultato? Gioielli originali, pendenti e piccoli oggetti che uniscono leggerezza, colore e design. Ogni pezzo racconta un percorso fatto di sperimentazione, manualità e idee, dove la creatività dialoga con il rispetto per l’ambiente.
È proprio da questa intuizione che nasce la mostra realizzata dagli studenti del corso serale, un’esposizione che invita la comunità a guardare con occhi diversi ad uno degli oggetti più comuni della nostra quotidianità: la bottiglia di plastica. Il risultato è una mostra sorprendente, nella quale i materiali di scarto smettono di essere invisibili e tornano protagonisti. Non come simbolo di consumo, ma come occasione di rinascita. Un messaggio semplice e potente: ciò che oggi consideriamo rifiuto può avere una seconda vita, se accompagnato da consapevolezza e ingegno.
L’iniziativa assume un significato ancora più interessante se si pensa al contesto in cui nasce. Un Istituto Tecno Economico, tradizionalmente orientato allo studio delle discipline economiche e giuridiche, legato a numeri, conti e gestione, può diventare un laboratorio di fantasia, progettazione e creatività. Qui economia, design, manualità e sostenibilità si intrecciano e l’educazione civica smette di essere un concetto astratto: diventa pratica concreta, gesto quotidiano, attenzione al futuro e responsabilità verso la comunità. Questi concetti si sono intrecciati in un’esperienza multidisciplinare che ha permesso agli studenti di esprimere capacità spesso invisibili nei percorsi scolastici più tradizionali. Valorizzare le risorse umane significa anche questo: dare spazio alle idee, alle intuizioni, alla fantasia che sa trasformare ciò che è semplice in qualcosa di significativo. Si dimostra così di saper guardare oltre i confini più consueti della formazione, aprendo spazio anche alla dimensione progettuale, creativa e sperimentale degli studenti.
Il progetto, nell’ambito del Piano Scuola Estate, ha il suo culmine nell’allestimento della mostra per testimoniare che l’attività non è stata circoscritta ad un laboratorio artistico, ma è il frutto di un percorso vissuto in modo concreto. Qui il riciclo non è rimasto un concetto teorico, né una materia da studiare per ottenere un voto. È diventato un esercizio di responsabilità, una pratica quotidiana, un modo per riflettere sul futuro dell’ambiente e sul ruolo che ciascuno può avere nel costruire una società più attenta e sostenibile. Per questo si vuole ringraziare il Dirigente Scolastico, la prof.ssa Maria Soccorsa Colangelo, sempre attenta ad accogliere iniziative che possano valorizzare i nostri studenti e tali da dare lustro a tutto l’Istituto.
Cosa resta? La condivisione e quindi la volontà di diffondere le idee in uno spazio civico che possa rappresentare l’intera cittadinanza, per dar voce a quella grande fetta di creatività, cultura, arte e intuizione che caratterizza la maggior parte dei sanseveresi, perché siamo convinti che i modelli positivi debbano oscurare quelli negativi e pertanto diffusi e divulgati con la forza di un boomerang così che possano travolgere gli ambienti più reticenti per un concreto “recupero”.
La mostra è dunque molto più di un’esposizione di oggetti: è un invito alla curiosità e alla riflessione. È la dimostrazione che la scuola può essere un laboratorio vivo, capace di dialogare con la città e di lanciare messaggi positivi alle nuove generazioni.
L’invito è aperto a tutta la cittadinanza e gli alunni del corso serale vi aspettano il 1 e 2 maggio alla Galleria Schingo dove ogni gioiello esposto non è solo un oggetto: è il racconto di un processo creativo, di mani che sanno modellare e trasformare, di occhi che imparano a vedere il potenziale nascosto nel quotidiano. Perché tra quelle collane e quei piccoli oggetti realizzati da bottiglie di plastica non c’è solo arte, ma una storia di trasformazione che riguarda tutti noi.
Il messaggio finale? E’ rivolto a tutta la città: il futuro sostenibile non è solo teoria, è qualcosa che si tocca con mano, si indossa, si vive.
Le referenti del progetto
Prof.ssa Roberta Vetritti
Prof.ssa Paola Matarante
La Gazzetta di San Severo – News di Capitanata https://share.google/YCQlQ7g0RbCPtjTaU

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